Sergio detto il Duro

Sergio detto il Duro incarna lo stereotipo di vicino che incroci sul pianerottolo e ti ubriaca con lunghi, lunghissimi discorsi. E infatti lo vediamo da lontano mentre discute e gesticola sotto casa, e poiché è poggiato al cancelletto d’ingresso non abbiamo modo di evitarlo.

Ha gli occhi azzurri molto piccoli, il ciuffo brizzolato ben tenuto e una tuta da casa nera e bianca che gli va un po’ stretta. Mentre parla non riesce a stare fermo, e così si tocca i capelli, poi mette le mani sui fianchi, poi passa da un piede all’altro e senza che tu te ne accorga ti fa spostare di un paio di metri, un po’ come la corrente del mare. Sergio è sempre certo di essere informato un po’ su tutto, ma ha le idee ben confuse. Come era prevedibile, attacca a parlare di virus e di vaccini. Di tre persone a cui si rivolge ho la sensazione che guardi soprattutto me, e infatti appena resto sola con lui tiene a dirmi che sono molto carina.

Il discorso si sposta ora sullo sport, ora sulla città e sulle attività culturali che ha da offrire ai giovani. A Sergio, che prima faceva il buttafuori, la sua città piace, e si direbbe impossibile che si trasferisca altrove. Ha un lavoro, una casa, dei vicini con cui consumare il tempo che segue il pranzo. Sua madre è mancata da poco, e vuole venderne l’appartamento.

Sergio dice che poi se ne andrà in Ecuador. Rido alla sua battuta che in realtà non è una battuta. Qui non deve avere molti legami forti, penso, altrimenti non lo direbbe con questa sicurezza. Sergio intavola un discorso su una città di cui non sa pronunciare il nome, ma che è patrimonio dell’Unesco. Aggiunge che è facile spostare i soldi, e che con il denaro guadagnato dalla vendita forse non dovrà più lavorare. Sergio non conosce nessuno, non parla spagnolo, ma tant’è.“È carino anche l’Uruguay, ma anche la Costa Rita”.

All’improvviso cambia di nuovo discorso, e passa all’informatica. Sostiene che a saper hackerare i computer si diventa ricchi facilmente, e che in Romania, a 150 km da Cracovia, (dice proprio così, a 150 km da Cracovia), hanno trovato degli zingari che in mezz’ora sapevano guadagnare anche fino a 5.000 euro. Mi distraggo visualizzando mentalmente una cartina geografica, e quando tento di riprendere il filo del discorso il focus è sul cambiamento climatico.

Poco lontano passa un vicino di casa, “quello è strano”, dice Sergio detto il Duro. “Nessuno l’ha mai visto con una donna”. Che Sergio, che in fatto di stranezza non è da meno, parta davvero per l’Ecuador non nego di avere qualche dubbio. Se lo farà , tuttavia, prometto aggiornamenti.

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storie vere, ma senza pretese. di sabato.

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Chiara Pedrocchi

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